Premessa

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Libertà di panorama ed “embedding”

Le leggi italiane, ad oggi, non prevedono la cosiddetta “libertà di panorama” (freedom of panorama), cioè la facoltà di scattare e riprodurre fotografie di edifici, opere e luoghi pubblici, senza infrangere il diritto d’autore alcuno. In particolare, interpretando il Codice Urbani (D.Lgs 42/2004), risulta non legale la possibilità di pubblicare fotografie di monumenti senza una precisa autorizzazione da parte degli Enti pubblici territoriali che abbiano in consegna tali beni (art. 107 e 108 del succitato codice). L’autorizzazione è necessaria anche per pubblicazioni “non a scopo di lucro”.

Tuttavia, è opportuno segnalare l’interrogazione parlamentare depositata il 28 settembre 2007 dagli onorevoli Franco Grillini e Cinzia Dato, nella quale si chiedeva all’allora Ministro della Cultura, Francesco Rutelli, di disciplinare nel nostro ordinamento la libertà di panorama. Di seguito la risposta dell’Ufficio legislativo, datata 5 febbraio 2008 e firmata dal sottosegretario Danielle Mazzonis: «Pur non essendo espressamente disciplinata nel nostro ordinamento, la libertà di panorama ossia il diritto spettante a chiunque di fotografare soggetti visibili, in particolare monumenti ed opere dell’architettura contemporanea, è riconosciuta in Italia per il noto principio secondo il quale il comportamento che non è vietato da una norma deve considerarsi lecito. In altre legislazioni, invece, tale diritto è disciplinato diversamente a seconda dell’interesse che si ritiene di tutelare prevalentemente (si pensi, ad esempio, alla legislazione belga ed a quella olandese che consentono di fotografare liberamente solo gli edifici mentre è necessaria la richiesta di un permesso per le sculture ove costituiscano il soggetto principale della fotografia; oppure a quella tedesca secondo cui è possibile invece fotografare anche le sculture pubblicamente visibili per usi commerciali; infine a quella statunitense che, similmente a quella italiana consente di poter utilizzare le fotografie scattate in luoghi pubblici o aperti al pubblico per qualunque scopo, salvo che si tratti di opere d’arte non stabilmente installate in un luogo pubblico poiché in tal caso è necessaria l’autorizzazione del titolare). In Italia, non essendo prevista una disciplina specifica, deve ritenersi lecito e quindi possibile fotografare liberamente tutte le opere visibili, dal nuovo edificio dell’Ara Pacis al Colosseo, per qualunque scopo anche commerciale salvo che, modificando o alterando il soggetto, non si arrivi ad offenderne il decoro ed i valori che esso esprime».

In attesa di maggiori delucidazioni sulle norme suesposte, MedioevoItalia.com ha deciso di non ospitare sui propri server immagini e filmati ritraenti edifici e monumenti. Ove possibile, si farà riferimento a materiale già pubblicato su Wikimedia Commons, Wikipedia e Youtube. In questo caso, immagini e filmati saranno linkati mediante anteprime a bassa risoluzione.

In alcune parti del sito web, MedioevoItalia.com fa uso di  video residenti sui server di Youtube. MedioevoItalia.com presuppone che i video concessi da Youtube per l’embedding siano resi disponibili in ottemperanza della legge sul diritto di autore, questo considerato anche il fatto che per ogni video caricato su Youtube  l’utente deve garantire di avere (e di continuare ad avere durante l’utilizzo del Servizio) tutte le necessarie licenze, diritti e permessi richiesti per consentire a Youtube di utilizzare i filmati nel modo previsto dai Termini di Servizio. Su tale pratica la Corte di Giustizia Europea si è espressa il 21/10/2014 a margine di un caso verificatosi in Germania; in tale occasione la Corte ha stabilito che la diffusione mediante linking o embedding di un contenuto già condiviso in rete su piattaforme come YouTube non costituisce una violazione del copyright. In altri termini, se la comunicazione al pubblico sul sito originario deve considerarsi legittima in quanto autorizzata dai titolari dei diritti, allora non è necessario chiedere una nuova autorizzazione per “embeddare” ovvero “linkare” il medesimo contenuto su un altro sito internet. La sentenza (in lingua tedesca) è disponibile a questo link.

Ciò sueposto, lo staff di MedioevoItalia.com rimane comunque a disposizione per l’immediata rimozione dei contenuti nel caso in cui fossero rilevate infrazioni a licenze o diritti in essere. Per segnalazioni, è possibile utilizzare il modulo dedicato.

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