Castello di Sirmione

Progetto Castelli
L'antico Castello di Sirmione è situato nell'omonimo paese in provincia di Brescia, su una lunga e stretta striscia di terra che si protende verso il Lago di Garda. La fortezza di Sirmione fu costruita nel XV secolo dagli Scaligeri per volere della città di Venezia; si presenta come un'imponente struttura fortificata con tanto di feritoie e di un grandioso mastio alto 47 metri, sotto al quale sorgono le prigioni. All'interno del palazzo si trova anche una scalinata di 150 gradini che consente di ammirare, dal invidiabile posizione, il Lago di Garda e tutte le zone circostanti: una visuale mozzafiato che secoli fa offriva, ai soldati della fortezza, una perfetta postazione difensiva. Anche il castello di Sirmione ha un lato misterioso e leggendario. I protagonisti di questa leggendaria vicenda sono Ebengardo, il signore che allora abitava nel Castello di Sirmione e la sua amata sposa Arice. Durante la notte, mentre un violento temporale imperversava su tutto il paese, un misterioso viaggiatore bussò alla porta del Castello. Costui era Elaberto Marchese di Feltrino il quale, colto improvvisamente dalla tempesta, si fermò davanti alla fortezza per chiedere ospitalità al signore di Sirmione. L'ospite solitario fu invitato a cenare insieme ad Arice ed Ebengardo e ad usufruire della loro amabile compagnia; fu proprio in questo contesto che si invaghì perdutamente della bella moglie di Ebengardo. Così Eraberto, terminata la cena, attese che tutti si ritirassero nelle proprie stanze per entrare in gran segreto nella camera di Arice ma fedele al marito respinse la proposta d'amore. L'inaspettato rifiuto mandò su tutte le furie Elaberto che, accecato dalla follia, pugnalò a morte la giovane. Ebengardo, svegliato dai rumori notturni, corse verso la camera della moglie e una volta entrato gli bastarono pochi istanti per rendersi conto dell'atroce delitto. La reazione fu immediata, infatti tra i due uomini scoppiò una violenta lotta, alla fine della quale ebbe la meglio il signore di Sirmione che uccise Elaberto con lo stesso pugnale che finì Arice. Si narra che durante le notti di tempesta, lo spettro infelice di Ebengardo vaghi per le stanze della fortezza alla disperata ricerca della sua amata Arice.
 


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