La Leggenda dei Templari

 

 

 

Regione (Basilicata)
Provincia (Potenza)
Comune (Forenza)
Tipologia (Rievocazione)
Periodo (XI-XII secolo)
Quando (Agosto)
Ingresso (Gratuito)
Sito web

Forenza già dalla dominazione longobarda abbarbicata sulla cima e sui pendii di un colle alto 836 metri s.l.m., al centro di un’ampia e distensiva vallata, si erge con l’alta torre campanaria verso un cielo che, quando limpido e terso, lascia scorgere all’orizzonte il promontorio del Gargano ed il mare del golfo di Manfredonia; cantata da Orazio nell’ode 4 del libro III: “umilis Ferenti” (cioè situata in pianura) la apostrofa; ma denominata da Tito Livio: “Valido Oppido” (solida roccaforte corrispondente all’attuale insediamento arroccato sul colle), venne espugnata da Giunio Bubulco nel 317 a.c.. Fu contesa dai Bizantini e dai Longobardi, durante la dominazione di quest’ultimi fece parte del Gastaldato di Acerenza; durante il periodo Normanno fu feudo alla famiglia Pagani, sotto gli Angioini Durazzeschi dei Caracciolo, mentre gli Asburgo la affidarono ai Doria che la tennero fino alla caduta della feudalità. Ancora oggi il paese conserva tipicamente l’aspetto di fabbrica medievale: nei terrazzamenti e nei resti di torri e mura angioine, nelle strade a rampe irregolari ed anguste, nelle viuzze lastricate in pietra, nelle lunghe gradinate che scendono dall’acropoli alla strada rotabile (aprendo la vista al panorama dei boschi ad ovest e della vallata che spazia, a nord nord-est, a perdita d’occhio), negli archi, nelle case addossate le une alle altre, tipiche della logica costruttiva della essenziale cultura contadina, alcune persino scavate nella roccia, mentre quelle gentilizie ostentano maestosi portali in pietra, sormontati da stemmi, battenti, e balconi caratteristici. E’ questo suggestivo borgo che ogni 16 del mese di agosto fa da sfondo e palcoscenico alla Rievocazione Storica.